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Statuto

A.I.B.E. Associazione fra le Banche Estere in Italia

STATUTO

SCOPO – DURATA – SEDE

Art. 1

"L'Associazione fra le Banche Estere in Italia" (in sigla "A.I.B.E.") e' un'associazione volontaria costituita ai sensi dell'art. 36 del Codice Civile, senza finalita' di lucro, che ha lo scopo di tutelare gli interessi delle banche e degli altri enti aderenti, di favorirne lo sviluppo e il coordinamento  e di studiare e trattare i problemi che li riguardano.

Per la realizzazione dello scopo l'Associazione:

A.  promuove lo studio di problemi d'ordine tecnico, economico, finanziario, sociale, organizzativo, giuridico e fiscale relativi all'attivita' degli Associati;

B. collabora e intrattiene rapporti con amministrazioni e istituzioni pubbliche, con enti, organismi, associazioni di categoria e altre associazioni per studi, iniziative e risoluzione di questioni di interesse generale per gli Associati;

C. svolge azione atta a promuovere tra gli Associati gli incontri necessari per la reciproca informazione e la determinazione di orientamenti comuni specialmente ai fini dell'espressione unitaria di questi ultimi;

D. promuove la formazione culturale e professionale in campo bancario e finanziario mediante la realizzazione di seminari, convegni ed altre idonee iniziative;

E. svolge, in generale, tutte quelle attivita' che si reputano utili per il raggiungimento dei propri scopi istituzionali.

L'Associazione puo'  aderire ad altri enti, associazioni ed organizzazioni anche internazionali aventi scopi analoghi o complementari ai propri.

L'Associazione ha sede in Milano e ha durata illimitata.

ASSOCIATI

Art. 2

Possono far parte dell’Associazione:

a) filiali o sedi secondarie in Italia di banche aventi sede all’estero;

b) banche con sede in Italia e il cui capitale e' detenuto per oltre il 50% da banche estere;

c) uffici di rappresentanza in Italia di banche aventi sede all’estero;

d) societa' finanziarie il cui capitale sia controllato da primarie istituzioni finanziarie estere;

e) associazioni od altri organismi collettivi di categoria bancari o finanziari;

f)banche straniere con sede all'estero che operano in Italia in regime di libera prestazione di servizi.

Art. 3

Le istituzioni di cui ai punti a), b), c), d) ed f) dell’articolo 2 sono membri di pieno diritto dell’Associazione, posto che abbiano manifestato per iscritto la loro volonta' di adesione e che documentino la loro iscrizione negli albi o registri previsti dalla legge.

Gli enti di cui al punto e) dell’articolo 2, possono entrare a far parte dell’Associazione su deliberazione del Consiglio Direttivo. A tal fine dovranno presentare domanda di adesione per iscritto al Consiglio Direttivo che deliberera' insindacabilmente sull'ammissione, con il voto favorevole di 2/3 (due terzi) di tutti i membri del Consiglio Direttivo in carica.

Art. 4

Gli associati sono tenuti al rispetto delle norme statuarie e di quelle del regolamento predisposto dal Consiglio Direttivo e successivamente approvato dall'Assemblea. Gli associati sono altresi' obbligati al pagamento del contributo associativo annuale nella misura e con le modalita' deliberate dall’Assemblea su proposta del Consiglio Direttivo.

Durante la vita dell’Associazione, in nessun caso possono essere distribuiti agli Associati, neanche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonche' riserve o fondi, salvo che la destinazione o la distribuzione siano imposte dalla legge.

L'adesione all'Associazione e' impegnativa per l'anno solare in corso alla data di accettazione della domanda e si rinnova automaticamente anno per anno, salvo che non venga comunicato il recesso mediante lettera entro il 31 marzo.

L'Associato che recede rimane obbligato a versare il contributo per l'intero anno nel corso del quale e' stato comunicato il recesso e non ha diritto ad alcun rimborso ai sensi dell'articolo 37 del Codice Civile.

ORGANI

Art. 5

Organi dell’Associazione sono:

- l’Assemblea;

- il Consiglio Direttivo;

- il Presidente;

- il Vice Presidente;

- il Consiglio Generale

- i Revisori, ove nominati dall'Assemblea;

- il Collegio dei Probiviri, ove nominato dall'Assemblea.

L'ASSEMBLEA

Art. 6

Gli associati si riuniscono in Assemblea ogni qualvolta lo ritenga opportuno il Consiglio Direttivo o su richiesta di almeno la meta' piu' uno degli associati e comunque almeno una volta all’anno entro il 31 (trentuno) luglio, per l’approvazione del rendiconto economico e finanziario annuale dell’esercizio chiuso il 31 dicembre.

L'Assemblea e' convocata presso la sede o altrove dal Presidente con lettera raccomandata, telegramma o telefax o e-mail, contenenti l'ora ed il luogo dell'adunanza e l'elenco degli argomenti all’ordine del giorno, spediti a tutti gli associati almeno 10 (dieci) giorni liberi prima della data fissata per l’adunanza.

L'Assemblea e' validamente costituita con la presenza di tanti associati che rappresentino almeno la meta' dei voti di cui dispongono complessivamente tutti gli Associati.

Art. 7

A ciascun associato spetta un numero di voti proporzionale al contributo annuale versato; il Consiglio Direttivo predispone i criteri di calcolo dei voti nel rispetto del principio di proporzionalita'.

 

Art. 8

L'Assemblea delibera per alzata di mano, a maggioranza semplice di voti presenti, su tutte le questioni all’ordine del giorno.

Gli associati possono intervenire all'Assemblea direttamente in persona dei propri rappresentanti  o per delega. La delega deve essere conferita per iscritto a dipendenti dell’associato delegante o ad altro associato.

Delle deliberazioni dell'Assemblea viene redatto processo verbale sottoscritto da chi ha presieduto la riunione e dal segretario della stessa.

Art. 9

L’Assemblea provvede alla nomina del Consiglio Direttivo ed eventualmente dei Revisori e del Collegio dei Probiviri, delibera sul rendiconto economico e finanziario annuale presentato dal Consiglio Direttivo, sul contributo associativo annuale proposto dal Consiglio Direttivo, sulle proposte di modifica allo statuto, sulla proposta di scioglimento dell’associazione e su ogni altro argomento sottoposto al suo esame dal Consiglio Direttivo.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO

Art. 10

Il Consiglio Direttivo e' composto di nove membri che durano in carica per tre esercizi e per non piu' di  tre mandati consecutivi.

Le candidature dovranno essere presentate alla Presidenza dell'Associazione prima dell’Assemblea. Possono essere eletti quali membri del Consiglio Direttivo i legali rappresentanti degli enti associati, i membri della Direzione degli stessi, gli esponenti di Uffici di Rappresentanza associati, nonche' personalita' di alto profilo rappresentativo degli interessi del Settore delle Banche Estere in Italia.

I membri del Consiglio Direttivo sono nominati dall'Assemblea.

Il Consiglio Direttivo, nella prima riunione successiva alla sua nomina e a maggioranza semplice, nomina fra coloro che risultano eletti un Presidente e un Vice Presidente.

Qualora il mandato di un membro del Consiglio Direttivo dovesse cessare per qualsiasi causa prima della normale scadenza, il Consiglio Direttivo procedera' a cooptare un nuovo membro che restera' in carica fino alla successiva Assemblea che provvedera' all’eventuale ratifica della nomina o nominera' un nuovo membro. Il nuovo membro scadra' alla scadenza del mandato degli altri componenti del Consiglio Direttivo in carica.

Art. 11

Al Consiglio Direttivo competono tutti i poteri di gestione ordinaria e straordinaria dell'Associazione, con facolta' di delegare le proprie attribuzioni a suoi membri e di  nominare procuratori, per determinati atti o categorie di atti.

Il Consiglio Direttivo predispone e sottopone all'Assemblea il rendiconto economico e finanziario annuale, delibera sull'eventuale emolumento del Presidente, delibera sull’ammissione degli associati che non siano membri di diritto, ai sensi dell’art. 3,e su ogni questione non espressamente riservata all’Assemblea dal presente statuto.

Lo stesso ha il potere di

- determinare le direttive di azione dell'associazione per l'assolvimento dei compiti ed il raggiungimento delle finalita' statutarie, nell'ambito degli orientamenti stabiliti dall'assemblea e valutati i pareri consultivi espressi dal Consiglio Generale;

- deliberare sulla costituzione di commissioni, composte anche da estranei alla associazione, per lo studio di particolari problemi in materia bancaria e creditizia;

- deliberare eventuali integrazioni del contributo associativo e le relative modalita' di versamento per far fronte ad eventuali spese straordinarie  entro in ogni caso il limite del 20% (venti per cento)del contributo annuale determinato dall'assemblea. 

- predisporre un Regolamento dell’Associazione, che deve essere approvato dall'Assemblea, anche allo scopo di determinare il termine per il versamento dei contributi annuali, prevedere la riduzione del versamento nel caso di adesione infrannuale e meglio disciplinare la partecipazione delle diverse categorie di associati;

- nominare un Segretario Generale, su proposta del Presidente, scegliendolo anche al di fuori dei suoi membri, stabilendone le funzioni e l'emolumento.

Art. 12

Ciascun membro puo' partecipare al Consiglio Direttivo a mezzo delega scritta rilasciata unicamente ad altro Consigliere.

Tale facolta' di delega non puo' essere esercitata piu' di una volta nell'ambito di un esercizio sociale.

Ciascun Consigliere puo' rappresentare un solo altro Consigliere

Qualora un membro del Consiglio Direttivo non partecipi, in proprio o per delega, nei limiti sopra fissati, a tre riunioni consecutive, detto membro potra' essere fatto decadere dal Consiglio Direttivo che decide con voto favorevole della maggioranza dei consiglieri.

Il voto del Presidente, in caso di parita', non e' prevalente e quindi, in caso di parita', non si avra' esclusione del Consigliere de quo.

Art. 13

Il Consiglio Direttivo rende conto all’Assemblea delle proprie iniziative, compresa la gestione degli eventuali contributi, mediante presentazione di un rendiconto economico e finanziario, almeno una volta all’anno entro il 31 luglio;  sottopone all’approvazione dell’Assemblea degli associati le proposte di modifica allo statuto ed eventualmente la proposta di scioglimento dell’Associazione.

Art. 14

La convocazione del Consiglio Direttivo e' fatta dal Presidente o da chi ne fa le veci con avviso contenente l'ordine del giorno da spedirsi tramite telefax o posta elettronica almeno 3 giorni prima del giorno fissato per la riunione.

E' ammessa la facolta' che le riunioni del Consiglio Direttivo si tengano per teleconferenza o videoconferenza, a condizione che tutti i partecipanti possano essere identificati e sia loro consentito di seguire la discussione, di intervenire in tempo reale alla trattazione degli argomenti affrontati e di ricevere, trasmettere o visionare i documenti. Verificandosi tali presupposti, il  Consiglio Direttivo si considera tenuto nel luogo in cui si trovano il Presidente e il Segretario.

Le riunioni del Consiglio Direttivo sono validamente costituite con la presenza di almeno cinque dei suoi membri e le delibere vengono prese a maggioranza semplice dei membri presenti.

Delle deliberazioni del Consiglio Direttivo viene redatto processo verbale sottoscritto da chi ha presieduto la riunione e dal segretario della stessa.

IL PRESIDENTE - IL VICE PRESIDENTE

Art. 15

Il Presidente e' il legale rappresentante dell’Associazione, nei confronti dei terzi e in giudizio; presiede l’Assemblea, convoca e presiede le riunioni del Consiglio Direttivo e puo' anche convocare gli associati a periodiche riunioni informative.

In caso di impedimento le funzioni del Presidente vengono assunte al Vice Presidente.

Il Presidente e il Vice Presidente durano in carica fino alla scadenza del mandato del Consiglio Direttivo del quale fanno parte.

Il Presidente ed il Vice Presidente non possono ricoprire la carica per più di due mandati consecutivi.

Peraltro, in deroga a quanto previsto nel primo comma dell'art. 10 del presente Statuto, nel caso in cui il Presidente non sia o non sia più legale rappresentante di una delle Banche socie, lo stesso potrà essere eletto anche per più di due mandati consecutivi.

Se il mandato del Presidente dovesse cessare per qualsiasi causa prima della normale scadenza, il Vice Presidente ne assumera' le funzioni fino alla successiva Assemblea.

In tale caso non verrà effettuata alcuna cooptazione in seno in seno al Consiglio in deroga a quanto previsto dall'art. 10 del presente Statuto.

Art. 16

Il Presidente ha i piu' ampi poteri di amministrazione ordinaria dell'Associazione, fra cui i poteri bancari di  aprire conti correnti presso Istituti di Credito, versare contanti, assegni di conto corrente o assegni circolari utilizzando tali conti solo su basi attive, richiedere libretti assegni, effettuare operazioni di acquisto o smobilizzo di titoli di Stato.

Il Presidente puo' nominare procuratori delegando agli stessi parte dei propri poteri.

In caso di impedimento o assenza del Presidente, i poteri sono automaticamente delegati al Vice Presidente.

Il Presidente puo' delegare al Segretario Generale parte dei propri poteri.

IL CONSIGLIO GENERALE

Art. 17

Il Consiglio Generale e' composto dai legali rappresentanti delle banche associate o da un componente la direzione generale.

La carica di membro del Consiglio Generale e' a tempo indeterminato.

Ogni associato puo' sostituire il proprio rappresentante in seno al Consiglio Generale in qualsiasi momento.

Art. 18

Il Consiglio Generale e' organo eminentemente consultivo, i suoi pareri non sono vincolanti per il Consiglio Direttivo. Esso esprime parere sulle problematiche e sugli argomenti che gli vengono sottoposti dal Consiglio Direttivo e puo' suggerire al Consiglio stesso temi di discussione .

ART. 19

Il Consiglio Generale si riunisce indicativamente due volte nell'arco di un esercizio associativo, su convocazione fatta almeno cinque giorni prima di quello dell'adunanza, dal Presidente del Consiglio Direttivo, a mezzo posta ordinaria, fax o posta elettronica.

L'avviso di convocazione deve contenere l'ordine del giorno.

In caso di urgenza il Consiglio Generale puo' essere convocato a mezzo fax o posta elettronica, con un preavviso di almeno tre giorni.

Il Consiglio Generale si riunisce inoltre ogni volta che ne faccia richiesta un terzo dei suoi componenti indicando gli argomenti da trattare, dovendo, in questo caso, il Presidente del Consiglio Direttivo, attivarsi per provvedere alla convocazione di detto organo entro tre giorni dal momento in cui gli e' pervenuta la richiesta.

Il Consiglio Generale e' presieduto dal Presidente della associazione, o in sua assenza, dal Vice Presidente.

Il Consiglio Generale delibera con la maggioranza assoluta dei presenti e, in caso di parita' di voto, prevale il voto del Presidente.

Alle riunioni del Consiglio Generale, su invito del Presidente, possono assistere con fini consultivi, per affrontare singoli problemi di particolare interesse o urgenza, esperti delle materie da trattare.

Il Segretario Generale della Associazione partecipa alle riunioni del Consiglio Generale, al fine di redigerne i relativi verbali.

In caso di suo impedimento, il consiglio Generale nominera' di volta in volta, un Segretario, anche estraneo al Consiglio Generale stesso.

Le Deliberazioni del Consiglio Generale, come sopra verbalizzate, saranno sottoscritte dal Verbalizzante e da chi ha presieduto l'adunanza.

Art. 20

Per la validita' delle riunioni del Consiglio Generale e' necessaria la presenza di almeno la meta' dei componenti in carica e le decisioni sono prese a maggioranza assoluta dei presenti.

In caso di parita' di voti prevale il voto del Presidente.

E' fatto divieto di partecipare alle riunioni del Consiglio Generale a mezzo delega.

I REVISORI

Art. 21

L'Assemblea puo' nominare uno o piu' Revisori tra coloro che facciano parte dell'amministrazione o della direzione generale o centrale di Associati.

I Revisori durano in carica tre esercizi e sono rieleggibili.

I Revisori esercitano le seguenti funzioni:

- svolgono il controllo contabile sulla gestione amministrativa dell'Associazione almeno una volta all'anno;

- riferiscono sull'esito del controllo al Consiglio Direttivo entro il 30 aprile di ogni anno;

- relazionano all'Assemblea annuale su tali esiti.

IL COLLEGIO DEI PROBIVIRI

Art. 22

L'Assemblea puo' nominare un Collegio di Probiviri, composto da due o piu' membri,  scegliendoli tra coloro che facciano parte della direzione generale degli Associati o al di fuori, tra altri soggetti di idonea attitudine.

Il Collegio dei Probiviri decide sulle controversie che dovessero sorgere fra gli associati o fra uno o piu' associati e l'Associazione su questioni riguardanti l'attivita' dell'Associazione, i rapporti fra gli associati nell'ambito dell'Associazione, l'interpretazione e l'applicazione del presente statuto e del regolamento eventualmente approvato dal Consiglio Direttivo.

ESERCIZIO SOCIALE E SCIOGLIMENTO

Art. 23

L'esercizio sociale dell'Associazione si chiude il 31 dicembre di ogni anno; alla fine di ogni esercizio il Consiglio Direttivo predispone e sottopone all'Assemblea il rendiconto economico e finanziario della gestione.

In caso di scioglimento dell'Associazione, l'Assemblea delibera sulle modalita' della liquidazione.

L’eventuale residuo e' devoluto ad altra Associazione avente le finalita' di cui al precedente articolo 1 ovvero a fini di pubblica utilita', sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662. E’ fatta comunque salva ogni diversa destinazione imposta dalla legge.

Allegati:
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